Portale di Igor Redaelli

Il portale della comunicazione sul Web 2.0

Solitamente, una connessione a rete fissa è composta da un cavo che collega l’abitazione o l’azienda dell’utente alla cosiddetta “centralina di prossimità”, detta anche “cabinet” o “armadio ripartilinea“, che è collegata alla cosiddetta “centrale” del nostro fornitore di servizi (ISP).

La tipologia di cavi utilizzati per coprire queste due tratte, dall’utente alla centralina (cabinet) e da questa alla centrale, definisce il tipo di collegamento che quindi viene indicato con appositi termini differenti tra loro.

La terminologia FTTS (Fiber to the Street) definisce quei collegamenti dove la fibra ottica, partendo dalla centrale, arriva fino alla centralina di prossimità (il cabinet), conservando quindi il doppino di rame per coprire soltanto l’ultimo tratto, solitamente di lunghezza inferiore ai 300 metri, che va dal centralino di prossimità (cabinet) all’abitazione o azienda dell’utente.

La terminologia FTTH (Fiber to the Home), indica tutti quei collegamenti in cui la fibra ottica copre totalmente entrambe le tratte, partendo dalla centrale, al cabinet e dal cabinet fino ad arrivare all’interno dell’abitazione o azienda dell’utente.

 


FTTS e FTTH

 

Da quanto esposto in questo articolo, notiamo che meno cavi in rame si utilizzano in una linea di connessione di rete fissa, più performante sarà la linea stessa. Pertanto, le soluzioni FTTS e FTTH rappresentano le soluzioni di connettività più veloci e resistenti attualmente in commercio.

E il vostro ISP (Internet Service Provider) che soluzione vi offre?

Autore: Pubblicato il 20 settembre 2016

Pubblicato nella categoria: Elettrotecnica

Tag:, , , , , , , ,

8 commenti sull'articolo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *











Copyright © 2017 @IgorRedaelli · Handcrafted in Italy · Source code developed by @IgorRedaelli — Orgogliosamente motorizzato da WordPress.